Maurizio Del Conte: «Serve network unico per chi deve ricollocarsi»

“Le politiche attive per il lavoro sono un pilastro fondamentale del Jobs Act. La sfida più grande sarà operare una vera e propria rivoluzione culturale qui in Italia, creando un sistema virtuoso di rete tra pubblico e privato a vantaggio di chi deve ricollocarsi». Ha le idee chiarissime Maurizio Del Conte, professore di diritto del Lavoro all’Università Bocconi di Milano, consigliere giuridico del presidente del Consiglio Matteo Renzi e da una manciata di mesi presidente dell’Anpal, l’agenzia nazionale delle politiche attive per il lavoro introdotta dalla nuova legislazione di settore. Parte da una fotografia dell’esistente, nella consapevolezza che «quello che si è fatto fino a oggi non ha funzionato fino in fondo» perché «mancavano i presupposti a far sì che accadesse». Ma «cambiare strada adesso è possibile. Partiamo da un dato storico: per cultura, qui in Italia, si è sempre registrata una certa resistenza alle politiche attive. Tuttavia il nuovo contesto macro-economico e il cambiamento del quadro giuridico di riferimento, in particolare le indicazioni che arrivavano dall’Unione europea, hanno messo il tema sul tavolo anche qui da noi. Si sono mosse le regioni. In ordine sparso tuttavia.
I risultati sono stati molto diversi a seconda dei casi. Qualcuno ha fatto bene, altri meno bene, qualche altro ancora ha fatto decisamente male ma a essere problematico era innanzitutto il contesto di riferimento. Mancava un’armonizzazione nazionale delle politiche attive, tutto ciò impediva che si accantonassero le esperienze fallimentari e si valorizzassero e replicassero quelle più efficaci. Le politiche attive funzionano se esiste una regia unica. […]
Finalmente la cabina di regia c’è. Si tratterà di mettere in rete le esperienze pubbliche e private a vantaggio di chi cerca impiego. Pensiamo a uno strumento informativo unico a livello nazionale, attraverso cui chi ha perso lavoro possa confrontarsi, su tutto il territorio del Paese, con la domanda di profili professionali analoghi al suo.”

Consulta l’articolo completo: Clicca Qui

Fonte: Il Sole 24 Ore