Continuano i lavori parlamentari sulla creazione di un testo univoco per la ridefinizione dei servizi per il lavoro e delle politiche attive.
Il testo finale dovrà recepire le modifiche maturate lo scorso 30 Luglio, formalizzando il maggiore coinvolgimento delle istituzioni regionali nella gestione del mercato del lavoro, secondo quanto proferito nell’accordo quadro in sede di Conferenza Stato Regioni e Province autonome.
Quattro solo le maggiori modifiche contemplate, che andranno a riorganizzare l’organigramma strutturale per l’intero mercato del lavoro:
1. Le Regioni continueranno a possedere sistemi di accreditamento interni. Gli stessi criteri saranno adottati dall’Agenzia nazionale per le Politiche Attive (Anpal) per l’istituzione di un albo nazionale, la cui iscrizione consentirà alle agenzie per il lavoro di operare su tutto il territorio nazionale e in quelle regioni che non si saranno dotate di un proprio regime di accreditamento.
2. La fruizione delle politiche attive vedrà il disoccupato come entità attiva, che in maniera autonoma dovrà recarsi presso i centri per l’impiego ad effettuare la sottoscrizione del patto di servizio. Si riduce così l’attività burocratica ed amministrativa degli stessi centri per l’impiego pubblico, che altrimenti avrebbero dovuto contattare tutti i disoccupati per la loro presa in carico e per la conseguente sottoscrizione del patto di servizio.
3. Modifica nella gestione della condizionalità.
“Secondo il nuovo testo del decreto la progressiva decurtazione delle indennità e la loro eventuale cancellazione per percettori di sostegno al reddito che non partecipano regolarmente alle iniziative previste nel patto di servizio saranno disposte dal centro per l’impiego, non più dalla Regione, attraverso una comunicazione all’Anpal e all’Inps, che a sua volta provvederà ad emettere i provvedimenti conseguenti ed eventualmente a recuperare delle somme indebitamente erogate.”
4. Ultima modifica riguarda la sottoscrizione di una convenzione tra il ministero del lavoro e le singole Regioni, in grado di evitare eventuali conflitti di attribuzione tra Stato e Regioni nelle fase di transizione.
Fonte: Il Sole 24 Ore