Il Jobs Act, aggiunge Castro, che è stato senatore e componente della commissione Lavoro, “disintermedia in modo persino brusco le relazioni collettive di lavoro e sbiadisce il ruolo della rappresentanza sociale, risolve in prospettiva l’antico problema dell’impraticabilità dei licenziamenti individuali; scioglie grumi gestionali come quello degli inquadramenti pietrificati; razionalizza l’impianto del lavoro autonomo”. “Mancano solo un intervento coraggioso di ampliamento e fluidificazione degli orari di lavoro -avverte- e un consolidamento delle misure di riduzione del costo del lavoro”.

Ma nelle nuove norme ci sono anche punti deboli. “I limiti quantitativi imposti alla somministrazione a tempo indeterminato -spiega Castro- sono irragionevoli e rappresentano un’anomalia pericolosa e contaminante nell’impianto generale della riforma. Ci saremmo francamente attesi dal governo il rafforzamento di un istituto propulsivo dell’occupazione di qualità quale lo staff leasing, che invece vediamo sfregiato come se nel testo della riforma fosse comparsa un’interpolazione vendicativa di gusto reazionario”.

 

Fonte: Adnkronos