Sono attivi dal 1 gennaio di quest’anno e permetteranno agli imprenditori di assumere, e ai giovani di trovare stabilità occupazionale nel breve e lungo periodo. Parliamo degli incentivi previsti nell’ambito del Programma Garanzia Giovani  e per cui l’INPS ha appena predisposto le regole esecutive pubblicando a fine febbraio sul suo sito la circolare 40. La misura riguarda una parte dei circa 2 milioni 279 mila neet, giovani tra i 15 e 29 anni che non lavorano, non studiano, non cercano occupazione (dati Istat 2016).

#A chi si rivolge la misura 

Lato aziende: a tutte le imprese e datori di lavoro del settore privato, quindi anche le ditte individuali iscritte al Registro delle imprese e le start-up, comprese associazioni e cooperative.

Lato giovani: ai giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni che devono iscriversi al Programma Garanzia Giovani in quanto non inseriti in un percorso di studi o formazione, e che, come si legge nel comunicato INPS, «risultano essere disoccupati e che dichiarino al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politiche attive del lavoro concordate con il centro per l’impiego».

#In quali territori si applica

La misura vale per le assunzioni effettuate sul solo territorio nazionale italiano con l’esplicita esclusione di quelle che abbiano come sede di lavoro la Provincia Autonoma di Bolzano (quindi un datore di Bolzano con una sede di lavoro fuori dalla Provincia può godere degli incentivi). Sembra inoltre che anche le aziende con sede all’estero ma con basi in Italia possano accedere agli sgravi purché il lavoro sia localizzato nella Penisola.

#I tipi di assunzioni incentivabili

Gli incentivi sono garantiti non solo per assunzioni a tempo indeterminato, ma anche per quelle a tempo determinato (purché pari o superiori ai 6 mesi, ma il sistema considera nell’arco temporale anche le proroghe). Compresi anche i lavori a tempo parziale e  i contratti di somministrazione ovvero la forma più stagionalizzata di lavoro. Non solo: sono ricompresi nel programma anche i rapporti di apprendistato professionalizzante.
In tutti i casi l’assunzione deve avvenire tra il 1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2017, senza quindi possibilità di far valere l’incentivo sulle collaborazioni iniziate nel 2016.

#Gli sgravi contributivi

In sostanza gli incentivi permettono ai datori di assumere un giovane e di ottenere in cambio un sgravio sui versamenti pensionistici a favore della persona assunta e che per legge occorre pagare all’INPS. Non si tratta di soldi liquidi, dunque, ma di “sconti”. Il che significa anche non avere soldi in più per aumentare la paga mensile del neo assunto, ma semplicemente ottenere un abbassamento del costo del lavoro totale  che in Italia è considerato tra i più alti d’Europa e scoraggia le assunzioni.  La misura può contare su 200 milioni di euro a livello nazionale. Soldi che però saranno disponibili fino ad “esaurimento scorte”. Proprio per non ritrovarsi nella situazione di assumere e poi scoprire che gli incentivi sono finiti, l’Istituto Nazionale di Previdenza permette ai datori di inoltrare una domanda esplorativa al sistema tramite un modulo denominato “OCC.GIOV.” che sarà disponibile sul sito entro il 15 marzo 2017. Le imprese dovranno compilare la domanda preliminare di ammissione all’incentivo nella sezione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente” dell’INPS, indicando:

  • il lavoratore che intende assumere o ha assunto;
  • la Regione e la Provincia di esecuzione della prestazione lavorativa;
  • l’importo della retribuzione mensile media prevista o effettiva;
  • l’aliquota contributiva datoriale.

 

#Di quanto parliamo
Ed ecco le cifre. Per ogni lavoratore assunto, il datore potrà risparmiare, in 12 mesi:
Per i contratti a tempo determinato, solo il 50% dei contributi previdenziali da versare, fino comunque a un massimo di 4.030 euro annuali;
Per i contratti a tempo indeterminato, tutta la contribuzione previdenziale fino a un massimo di 8.060 euro annuali.

Infine, per i contratti di apprendistato si applica il bonus al 50% nel caso si tratti di un apprendistato a tempo determinato. Al contrario anche questo tipo di contratto beneficerà dello sgravio oltre gli 8 mila euro  qualora il rapporto di lavoro abbia una durata pari o superiore a 12 mesi.

#Occhio alla misura: I contributi che non è possibile “scontare”

Gli incentivi valgono solo per i contributi pensionistici ordinari. Quindi non sarà possibile ottenere gravi sulle pensioni integrative e sui contributi in regime di solidarietà. In particolare la circolare dell’INPS esclude:

  • il contributo per la garanzia sul finanziamento della Qu.I.R., di cui all’art. 1, comma 29, della legge n. 190/2014;
  • il contributo previsto dall’articolo 25, comma 4, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, in misura pari allo 0,30% della retribuzione imponibile, destinato – o comunque destinabile – in relazione ai datori di lavoro che vi aderiscono, al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua istituiti dall’art. 118 della legge n. 388/2000;
  • il contributo di solidarietà sui versamenti destinati alla previdenza complementare e/o ai fondi di assistenza sanitaria di cui alla legge n. 166/1991;
  • il contributo di solidarietà per i lavoratori dello spettacolo, di cui all’art. 1, commi 8 e 14, del d.lgs. n. 182/1997;
  • il contributo di solidarietà per gli sportivi professionisti, di cui all’art. 1, commi 3 e 4 del d.lgs. n. 166/1997.

Fonte: Corriere della Sera

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