Protagonista del dibattito su “Capitale umano e sviluppo sostenibile”, con Giorgio Vittadini, Stefano Lucchini (Intesa Sanpaolo), Luca Ruini (Conai) e Claudio Gubitosi (Tim), Giorgetti sgombra subito il campo da facili ottimismi sul lavoro e le trasformazioni che verranno. “Sostenibilità e transizione digitale sono sfide impegnative. Bisogna uscire dal provincialismo della politica italiana. E tornare al pensiero lungo, innanzitutto – sottolinea Giorgetti – ma dobbiamo ad esempio ricordarci che la sostenibilità ambientale deve andare di pari passo con quella sociale”.

Per il ministro Giorgetti un’altra sfida centrale – per lo Sviluppo economico – deve coinvolgere formazione e capitale umano. “Le sfide che abbiamo davanti esigono trasformazioni”, ammonisce Giorgetti “su cui il privato è ovviamente più flessibile, mentre il pubblico e la pubblica amministrazione hanno difficoltà. Per esempio: alcuni profili non misurabili solo dai curriculum e dalle acquisizioni cognitive ma dalla capacità di fare squadra, di risolvere problemi, che è poi ciò che servirebbe molto alla pubblica amministrazione, non si riesce a inserirli perché ovviamente abbiamo l’impianto già strutturato dei concorsi e delle abituali selezioni, un tema cu sui è impegnato il governo, il ministro Brunetta”.

Altro fondamentale tema: la formazione. “Alcuni settori perderanno forza lavoro, serviranno nuove professionalità”, dice il titolare del Mise.

“Tutti parlano dei soldi del Pnrr su questo o quell’obiettivo. Ma ci sono 4 miliardi per la formazione della forza lavoro. Per creare le condizioni per assecondare e agevolare queste progressioni”.

Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti che nel suo intervento al Meeting di Rimini ha parlato di Agenzie per il Lavoro e formazione: «Dobbiamo capire – ha detto Giorgetti – come mai le agenzie del lavoro interinale riescono» ad accoppiare competenze, domanda e offerta di lavoro «mentre quelle pubbliche no». Giorgetti ha parlato di «un sistema che in qualche modo funziona».

«Queste dichiarazioni – commenta Giorgetti – ci gratificano dell’impegno che, da oltre 20 anni, mettiamo in campo per trovare nuova occupazione, con contratti regolari, a migliaia di persone e dell’attenzione rivolta anche alla loro formazione professionale. I numeri, del resto, sono significativi e in crescita. Parliamo, oggi, di quasi 500 mila missioni di lavoro in somministrazione, in un anno e di oltre 40 mila corsi di formazione, attraverso Forma.Temp, Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori in somministrazione, a cui versiamo il 4% delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato e indeterminato in somministrazione. Nel complesso, parliamo di una cifra di quasi 200 milioni di euro erogata dalle Agenzie per il Lavoro annualmente per la formazione fornita a oltre 200 mila persone».

«Sottolineo inoltre, come affermo da sempre, le Agenzie per il Lavoro, che ricordo operano attraverso autorizzazione ministeriale, in una logica di collaborazione tra pubblico e privato, sono a disposizione del Paese e del Governo per trovare le migliori soluzioni di politiche attive del lavoro. Riteniamo che la nostra esperienza e la nostra rete di agenzie e di contatti possano rappresentare un aiuto e un modello per favorire e creare quel perfect match tra domanda e offerta. Tutti gli addetti alla ricerca e selezione e la forza commerciale delle Agenzie per il Lavoro sono infatti quotidianamente in contatto con i referenti delle aziende, li incontrano, ascoltano e sanno cogliere quali sono le loro reali esigenze in termini di Capitale Umano».

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